Elezioni regionali: Sinistra Critica lancia l’appello per la costituzione di un fronte anticapitalista e anticolonialista
Costruire “un fronte antagonista, anticapitalista e anticolonialista, che sia riconoscibile nella solidarietà di classe e nella solidarietà dei popoli sotto assedio, presente nella competizione elettorale così come sul campo del conflitto sociale e sul terreno della ricostruzione politica”. E’ questo l’appello che il movimento per la sinistra Anticapitalista, Sinistra Critica, rivolge “a tutte le organizzazioni che si riconoscono su questi dati di principio per dare corpo ad una lista antagonista, rigorosamente alternativa al Pd, capace di portare anche nell’illusione dell’incantesimo elettorale la coscienza della nostra tragica realtà”.
“La progressione selvaggia della devastazione liberista – afferma il documento approvato dal Coordinamento regionale di Sinistra Critica - sta presentando ovunque giorno dopo giorno le sue scene di fallimento e le sue scene d’inferno, dalla pacifica Islanda all’inquieta Grecia. Ancora una volta, più tragica e insanguinata che mai, la ferita palestinese è stata riaperta secondo la gravità dello spirito del tempo. Quanti di quegli aerei e di quei piloti hanno fatto in Sardegna le loro prove di massacro, per la gioia degli sponsor del nuovo corridoio aereo di Quirra? Non siamo solo sotto elezioni: in qualche modo siamo in guerra e perciò è in primo luogo necessario aver chiaro da che parte stare. Non stiamo con le equidistanze filoisraeliane, non stiamo con chi vende come suoi i cieli della Sardegna per sperimentazioni di guerra, non stiamo con chi non si vergogna di aver portato la banda internazionale nota come G8 nella nostra terra”.
“La fine anticipata della legislatura regionale – sottolinea l’analisi del Coordinamento - presenta aspetti assolutamente inediti: essa costituisce la prima sperimentazione sul campo della potestà presidenziale (o più precisamente monarchica) nello scioglimento immotivato di un parlamento regionale soggetto alla vigente costituzione repubblicana. Presenta inoltre, per il suo contorto passaggio politico, un carattere assolutamente grottesco: esso ha preso forma attraverso una serrata sequenza di provocazioni e clausole false, montate ad arte da parte del Presidente secondo le demenziali varianti del gioco dell’oca. L’ultimo capolavoro della serie, l’invito al centro destra a sostenere il programma della Giunta di centro sinistra negli ultimi mesi della legislatura (come condizione per il ritiro delle dimissioni di scioglimento) traduce la tragedia in farsa”.
“Non resta molto da dire sulla sinistra, ora che i sardi devono poter sperare sulla propria capacità di rifiuto piuttosto che sull’illusione che esista nell’isola una sinistra istituzionale ancora degna di considerazione. Quello che ne è rimasto non ha bisogno di ulteriori travestimenti, ha solo bisogno di ritrovare la propria ragion d’essere combattendo risolutamente i programmi politici di centrodestra e di centrosinistra che si spartiscono il gioco”.
martedì 30 dicembre 2008
Elezioni regionali:Sinistra Critica lancia l'appello per la costituzione di un fronte anticapitalista e anticolonialista.
giovedì 25 dicembre 2008
Nuovo numero Erre
EDITORIALE
Obama, le due facce della vittoria (Salvatore Cannavò)
PRIMOPIANO
Crisi del capitalismo e autopolitica dei movimenti (Flavia D'Angeli)
Noi la crisi non la paghiamo (Daniele D'Ambra e Giorgio Sestili)
La scuola della Gelmini nel solco di Berlinguer (Daniele Ippolito)
Nuova società, conflitti nuovi (Marco Bertorello)
Il nodo dell'autorganizzazione nel movimento della Pantera (Nando Simeone)
IL TEMA: LA CRISI ECONOMICA
Prendere le misure alla crisi (Olivier Sabado)
Il capitalismo tossico (Michel Husson)
Lezione accelerata di capitalismo (Claudio Katz)
IL MONDO
Caucaso: patrioti, Osseti e petrolio (Freddy De Pauw)
Per la pace e l'autodeterminazione dei popoli (Movimento socialista Vperod)
LE IDEE
A 70 anni di distanza, quale attualità della IV Internazionale? (Jan Malewsky)
Recensioni:
Sotto il trucco dell'università c'è Confindustria (Giulio Calella)
Lo Stalin di Trotsky (Diego Giachetti)
Da Matrix a Marx: la Baader Meinhof protagonista al cinema (Boris Sollazzo)
Erre - Resistenze Ricerche Rivoluzioni n. 31 novembre/dicembre 2008 - Una copia 6 €. Lo trovi nelle migliori librerie. Puoi anche acquistare una singola copia con pagamento anticipato sul nostro ccp, e spedizione a nostro carico.
Abbonamento annuale (6 numeri) 30 € - Abbonamento sostenitore 50 €. Versamento su ccp n. 65382368 intestato a Edizioni Alegre soc. cooperativa giornalistica Circonvallazione casilina 72 - 00176 Roma.
www.edizionialegre.it - www.sinistracritica.org
venerdì 12 dicembre 2008
Un'importante giornata di lotta.Ora comitati unitari contro la crisi
UN'IMPORTANTE GIORNATA DI LOTTA. ORA COMITATI UNITARI CONTRO LA CRISI
Dichiarazione di Flavia D'Angeli e Franco Turigliatto
La giornata di oggi è stata molto importante ed è stato giusto averci puntato. Fin dall'inizio delle mobilitazioni studentesche e delle prime manifestazioni di lavoratrici e lavoratori, Sinistra Critica si è spesa per arrivare a un vero sciopero generale e generalizzato, come quello cui si è assistito oggi. A rendere positiva la giornata c'è soprattutto la decisione dei sindacati di base, Cobas, Cub e Sdl di indire contamporaneamente lo sciopero così come la disponibilità degli studenti dell'Onda ad aderire. Una giornata di unità, quindi, nelle piazze che deve ora essere valorizzata alla vigilia della più grave crisi capitalistica degli ultimi trent'anni. Comitati unitari contro la crisi che vedano, al di là delle sigle, la partecipazione dal basso di lavoratori e lavoratrici, studenti, precari-e e tutti coloro che sembrano essere le vittime della crisi economica. Comitati unitari per far pagare la crisi a chi non ha mai pagato a cominciare dalla rivendicazione di una Patrimoniale sui grandi redditi, della tassazione delle rendite, delle nazionalizzazioni di banche e imprese in perdita e l'istituzione di un Salario minimo e un Salario sociale.
Come Sinistra Critica, anche oggi abbiamo continuato la raccolta di firme per il Salario minimo intercategoriale (Smic), con l'obiettivo di presentare in primavera una legge in Parlamento.
mercoledì 10 dicembre 2008
Per l'alternativa Anticapitalista
L’economia mondiale al di là di alterne vicende,continua a risentire dell’onda lunga di ristagno da cui le classi dominanti si sforzano di uscire,sinora senza successo,accrescendo il tasso di sfruttamento dei lavoratori,espellendo dai processi produttivi strati crescenti della popolazione,accrescendo l’impoverimento e la miseria.Nel contempo continuano i processi di concentrazione e di centralizzazione e si rafforzano le maggiori multinazionali.In questo contesto noi non possiamo che rilanciare la propria ispirazione comunista,anticapitalista e antimperialista.Secondo me dobbiamo per difendere le conquiste sociali (che i vari governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni,hanno smantellato o stanno cercando di farlo)cercare di avere la capacità di incidere sulla distribuzione del reddito.I profitti delle grandi imprese italiane sono cresciuti e i salari viceversa hanno sempre di più un minore potere d’acquisto.Quindi vi è stato l’aumento della povertà e la crescita dei lavoratori che vivono sotto la soglia della povertà.Attualmente i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa.Per questo credo sia molto interessante la raccolta di firme promossa da Sinistra Critica per il salario minimo intercategoriale (SMIC).Inoltre per il programma di una Sinistra Anticapitalista sia indispensabile la tassazione delle rendite e abolire i privilegi alle imprese.Noi la crisi non la paghiamo questo è lo slogan che viene giustamente usato in tutte la manifestazioni che si stanno susseguendo in tutta Italia in questi mesi.Reputo importante lo sciopero generale del 12 dicembre,indetto sia dalla C.G.I.L.,sia dai sindacati extra-confederali.Importante perché in base al consenso e all’andamento questo sciopero può fare la differenza in prospettiva futura di lotte.Il futuro non è roseo la disoccupazione e i poveri aumentano.Per non parlare dell’aumento della precarietà e della flessibilità dei lavoratori.Cresce la disaffezione di larghe masse popolari dalla politica.Inoltre la crisi del riformismo ha aperto le porte non solo all’ondata neoliberista,ma anche alla deriva culturale e sociale che si manifesta con la crescita di politiche reazionarie nonché fasciste e xenofobe.Credo quindi che in un tale contesto l’obiettivo di fondo debba essere,la ricostruzione di un blocco sociale alternativo al PD,che sappia legare fra loro i diversi settori sfruttati ed oppressi della società ed esprimere i loro bisogni, sviluppando e coordinando le strutture di lotta e di autorganizzazione.Unire in un unico binario le lotte dei lavoratori e degli studenti.La costruzione del blocco sociale non può prescindere dalle esigenze di protagonismo e di autonomia delle donne.Nel processo do ricostruzione del blocco sociale anticapitalistico è necessaria la riattivazione della classe operaia che ancora conserva un ruolo centrale e notevole capacità di organizzazione e resistenza.Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle giovani generazioni che oggi vivono una condizione complessiva di profonda incertezza rispetto al proprio futuro.L’attacco alla scuola e alla formazione pubblica,la disoccupazione di massa,l’estrema precarietà,gravano sulle condizioni materiali dei giovani.Per ricostruire una Sinistra anticapitalista e comunista,dopo l’ultima disfatta elettorale,la nostra attenzione politica deve rivolgersi alla complessità delle manifestazioni sociali dell’antagonismo,quali l’ambientalismo,il pacifismo,i movimenti delle donne,degli studenti,dei collettivi giovanili,dei movimenti che sorgono per vertenze locali,dei movimenti di solidarietà con le lotte dei popoli contro l’imperialismo.Non dobbiamo più commettere errori tipo,l’istituzionalismo miope a tutti i costi,l’elettoralismo,ma soprattutto incapacità di fare battaglie controcorrente.Occorre un nuovo soggetto politico unitario e plurale della sinistra comunista italiana,anticapitalista,radicato socialmente e interno ai movimenti.Un polo anticapitalista in grado di rappresentare gli interessi dei lavoratori e dei settori più avanzati del movimento.Recuperando il rapporto coi movimenti e con le tante compagne e i tanti compagni di strada persi negli anni.Sarà un progetto lungo e faticoso e deve essere incentrato su un programma preciso,definito e senza ambiguità.Insomma costruiamo una sinistra finalmente coerente.
ANTONELLO TIDDIA
RSU CARBOSULCIS
sabato 6 dicembre 2008
Sinistra Critica Sarda comunicato stampa
Sinistra Critica esprime solidarietà ai lavoratori scesi in sciopero a Porto Torres dopo la decisione della Polimeri Europa – società controllata dall’Eni - di sospendere per due mesi la produzione negli impianti del petrolchimico di Porto Torres e di ridurre la produzione del 30 per cento a Sarroch. Quello di Porto Torres è l’unico stabilimento che viene chiuso in Italia, con la messa a rischio di 4mila posti di lavoro.
In queste ore si paga la mancata applicazione dell’accordo sulla chimica del 2003, l’indifferenza dei governi nazionali (eppure l’Eni e quindi la Polimeri sono controllate dallo Stato), la mancanza di una politica industriale della Giunta Soru – che Sinistra critica sarda aveva già denunciato come componente interna al Prc sardo. Più in generale si paga l’applicazione di un modello di sviluppo estraneo e calato dall’alto, dannoso per l’ambiente, e che si è spesso accompagnato alla sradicamento di molte attività produttive locali.
L’aggravarsi dell’agonia della chimica si affianca al disastro del settore tessile - vedi Legler e dintorni – e alle delocalizzazioni dell’agroalimentare, di cui è esemplare la chiusura dello stabilimento Unilever di Cagliari.
Non possono essere i lavoratori a pagare la crisi indotta dell’industria chimica e l’irresponsabilità della classe politica e dirigente nazionale e regionale, la crisi di un capitalismo che in questi anni ha visto accumularsi enormi ricchezze nelle mani di padroni e dei manager.
In un contesto di crisi internazionale, decisamente più accentuata in una regione dall’apparato produttivo “fragile” come la Sardegna, appaiono come ciniche e irresponsabili le dimissioni del presidente della Giunta regionale Renato Soru.
A pochi mesi dalla conclusione naturale del suo mandato, il proprietario del 27, 5% del capitale di Tiscali – azienda che ora denuncia 250 esuberi concentrati a Cagliari - ed editore dell’Unità fa piombare le dimissioni su una Finanziaria regionale ancora in alto mare. Se queste dimissioni - messe sul tavolo di Giacomo Spissu per giocare una partita tutta interna alle caste e alle controcaste del Partito Democratico Sardo - non venissero ritirate entro Natale si andrebbe ad elezioni a febbraio e la Regione resterebbe senza bilancio almeno sino a maggio.
L'attuale governatore della Regione - che in mancanza di seri strumenti politici oggi ricorre al ricatto delle dimissioni - aveva esordito nel 2004 con severe e facili prediche sugli imprenditori "prenditori". In questi anni Soru ha però lasciato campo libero a tutti costoro - compreso se stesso - in una catastrofica corsa a tappe che parte dalla Legler, passa per il cappio del debito su migliaia di aziende agricole, e giunge al traguardo con l'Eni.
Sinistra Critica Sarda 5 dicembre 2008


