mercoledì 24 settembre 2008

Per una sinistra anticapitalista

La situazione del nostro Paese in questa fase mi sembra tutt’altro che rassicurante.Il numero dei disoccupati,specie nel mezzogiorno,è sempre più alto ed anche per gli occupati le prospettive si fanno sempre più incerte e preoccupanti.L’offensiva capitalistica non si attenua,anzi le pretese della Confindustria crescono di giorno in giorno,in ciò facilitata dai crescenti e sempre più gravi cedimenti delle centrali sindacali,ivi compresa parte della C.G.I.L. e la deriva centrista del PD e della Sinistra Arcobaleno.Quindi siamo in una fase obbligatoria di costruzione di una Sinistra Anticapitalista,perché l’esperienza ci insegna che se nel lavoratore,lo sfruttato,il disoccupato subentra la convinzione che per lui non c’è avvenire migliore fuori da questa società,con le sue nefande ingiustizie,cesserà di lottare e cercherà altre strade per sopravvivere,che in genere sono quelle del compromesso col padrone,dell’individualismo .Molta parte della nostra base sociale di riferimento è già contaminata,come non vederlo nella crescente disaffezione alla partecipazione democratica o nelle affermazioni della destra,dove hanno fatto diventare tuo nemico quello che sta peggio di te,invece di combattere contro chi sfrutta la tua condizione per arrichirsi,te la prendi con l’extra-comunitario,con il barbone,il disperato di turno.Debbo ricordare che da sempre sinistra e comunista riveste alcuni significati simbolici legati all’essere fuori standard,a guardare il mondo dal lato da cui la maggioranza non guarda.Dobbiamo di nuovo considerarci di Sinistra stando dalla parte dei giovani,delle donne,degli omosessuali,degli immigrati,dei portatori di handicap,dei vecchi,dei cosidetti malati di mente,dei tossicodipendenti,insomma di tutti coloro per i quali non c’è spazio in un mondo che vive per produrre.Purtroppo il dibattito a Sinistra tuttora non affronta alla radice la causa dei mali e non offre un’alternativa credibile.L’identità di massa anticapitalistica senza la quale oggi non c’è la forza di partenza per misurarsi con la brutalità dei meccanismi economici.Deve elaborare una forma di mobilitazione sociale che sia in grado di trasformare identità e progetto in lotta politica concreta,in movimento.Bisogna partire contro il colossale e inarrestabile deterioramento dell’ambiente di vita dell’uomo che è giunto a livelli che oggi rendono preoccupanti le prospettive dei prossimi decenni.Occorre mobilitarsi per la smilitarizzazione del pianeta,cominciando dalla riduzione delle potenze distruttive dei paesi potenti.IL problema di fondo che ha una Sinistra radicale anticapitalista,oggi è quello di trovare un equilibrio che è assolutamente indispensabile tenere assieme.In questo momento giudico in modo positivo la proposta di Legge di iniziativa popolare sul salario,avanzata da Sinistra Critica,auspicando che la mobilitazione politica in difesa del potere d’acquisto si diffonda in tutto il Paese.Ritengo che stipendi,salari e pensioni rappresentano una priorità.Inoltre reputo importantissima la manifestazione del 17 ottobre indetta dai sindacati di base,come primo grande momento di mobilitazione contro le politiche nefaste del governo Berlusconi.Interessanti e importanti sono anche le posizioni prese dalla Rete 28 aprile,area programmatica della C.G.I.L. e di tutti i movimenti e associazioni ,che si stanno muovendo in modo egregio.Tutte queste iniziative sono fondamentali,ma per costruire e potenziare la Sinistra Anticapitalista,bisogna coinvolgere tutti i soggetti interessati a tale progetto.Quindi occorre resistenza sociale alle politiche liberiste e di guerra delle classi dominanti,lavorando oggi più che mai,per una politica e una strategia anticapitalistica alternativa al PD. Antonello Tiddia RSU Carbosulcis

venerdì 19 settembre 2008

Alitalia,capitalismo codardo.Giusto respingere l'accordo.

dichiarazione di Flavia D'Angeli (ANSA)- ROMA, 18 SET - «Il ritiro dell'offerta di CAI dimostra quanto il capitalismo italiano sia codardo e incapace di iniziativa senza privilegi pubblici e senza attaccare i diritti dei lavoratori. Bene hanno fatto le sigle sindacali a respingere l'assalto e bene hanno fatto i lavoratori a mobilitarsi. Senza il loro impegno e i loro sacrifici oggi assisteremmo all'ennesimo scempio della cosa pubblica. Per questo il comportamento di Cisl, Uil e Ugl è semplicemente vergognoso». Flavia D'Angeli di Sinistra critica commenta così la vicenda Alitalia. «L'offerta della CAI di Colaninno - aggiunge - non mirava al rilancio dell'azienda, ma si configurava come un'operazione politica e di immagine del governo Berlusconi destinata a pesare sulle spalle dei contribuenti. Qualunque soluzione venga ora considerata deve prevedere il protagonismo e la partecipazione dei lavoratori che hanno dimostrato di essere gli unici a credere in questa azienda».(ANSA)

lunedì 15 settembre 2008

Dichiarazione di Flavia D'Angeli su Alitalia

L'accordo quadro è inaccettabile, altro che 300 esuberi, a perdere il posto saranno molti di più ! Migliaia di precari letteralmente cancellati con il beneplacito dei sindacati confederali. E' un piano capestro che ha l'unico scopo di far fare bella figura a Berlusconi e un ottimo affare ai soliti imprenditori amici, buoni per tutte le stagioni e tutti i governi. Sacrosante le contestazioni dei lavoratori a Fantozzi, che si è prestato ad un vero e proprio ricatto sulle loro vite. Sinistra Critica è dalla parte dei lavoratori in lotta e li sosterrà fino in fondo. In una situazione così scandalosa solo il loro protagonismo conta qualcosa e ha una valenza generale per tutti i soggetti che si oppongono alle politiche inaccettabili di questo governo.

venerdì 12 settembre 2008

Mobilitazione d'autunno?

VERSO UN'ASSEMBLEA NAZIONALE. IL 17 OTTOBRE LO SCIOPERO, L'11 OTTOBRE RINASCE L'ARCOBALENO Si è tenuta con successo l'assemblea delle forze politiche, sociali e sindacali indetta il 9 settembre anche con il contributo di Sinistra Critica. Qui di seguito pubblichiamo il comunicato che da conto dell'andamento dei lavori. A seguire una dichiarazione di Flavia D'Angeli sull'appello pubblicato da Liberazione che indice la manifestazione dell'11 ottobre: "11 ottobre, rinasce l'Arcobaleno. Noi preferiamo l'autonomia dei soggetti sociali" Il comunicato sull'assemblea del 9 settembre Un'assemblea nazionale dei vari movimenti e conflitti sociali in corso il 5 ottobre, il pieno sostegno allo sciopero generale del 17 ottobre promosso dal sindacalismo di base, l'avvio di un percorso partecipato per una manifestazione nazionale a novembre che sia il punto di approdo di una nuova unità dei movimenti. E' questo il risultato della partecipata riunione che si è svolta martedì pomeriggio su iniziativa di Cobas, Collettivi universitari di Roma, Rdb, Sinistra Critica, Rete dei comunisti ma anche di Giorgio Cremaschi e Marco Bersani, e a cui hanno partecipato circa 200 persone e diverse organizzazioni. L'assemblea ha sostenuto l'importanza dello sciopero del 17 ottobre come importantissima giornata di lotta a partire dai luoghi di lavoro e come unica iniziativa, finora, di sciopero contro il governo. Una giornata che verrà allargata anche a strutture non direttamente sindacali come centri sociali, associazioni e collettivi studenteschi, comitati di lotta territoriali. Ma prima del 17 ottobre si terrà un'assemblea nazionale, la data proposta su cui fare eventuali verifiche è il 5 ottobre, come momento vero di confronto tra varie strutture oggi impegnate in vertenze e conflitti sociali; un'assemblea che sia in grado di mettere in relazione tra loro lavoratori e lavoratrici, reti migranti, studenti, collettivi lgbt e femministe, reti contro la guerra e comitati territoriali per la difesa ambientale. Per la riuscita di questa assemblea è essenziale che se ne cominci a discutere con appuntamenti e luoghi di discussione a livello locale e settoriale. Scopo dell'assemblea del 5 è quello di analizzare la insidiosa situazione politica del paese, l'attacco profondo portato dalle destre al governo, dalla Confindustria, dal Vaticano, gli effetti della subalternità del PD al governo ma soprattutto creare le condizioni per una vera opposizione sociale, favorire la convergenza e il coordinamento delle situazioni in lotta e valutare la fattibilità e utilità di una manifestazione nazionale per il mese di novembre. Consapevole che solo un percorso partecipato e collettivo, trasparente e democratico, fondato sull'autonomia e l'organizzazione dei soggetti sociali può oggi costruire un'opposizione duratura al governo Berlusconi e non solo una rappresentazione istantanea del conflitto – come è stata la manifestazione dello scorso 20 ottobre - l'assemblea, a grande maggioranza, ha escluso che l'11 ottobre possa diventare una data utile e anzi ha sottolineato in molti interventi come quella scadenza sia esplicitamente calata dall'alto e imposta dalla necessità dei partiti dell'Arcobaleno di ridare forza e senso alla propria esistenza piuttosto che innescare una dinamica di confronto con i movimenti sociali e i sindacati di base. Un grave errore politico, dunque, che esplicita, obiettivamente, un disprezzo nei confronti della stessa giornata di lotta del 17 ottobre indetta da diverso tempo e scaturita da una rilevante assemblea di delegati e delegate sindacali tenuta a Milano lo scorso 17 maggio. Sulla base dell'introduzione dell'assemblea del 9, dunque, tutte le strutture interessate verranno coinvolte nell'indizione dell'assemblea del 5 e sollecitate a offrire il proprio contributo di analisi, idee e proposte.

martedì 9 settembre 2008

Solidarietà ai 28 licenziati da Carrefour a Quartu

Il coordinamento provinciale di Sinistra Critica della di Cagliari esprime la massima solidarietà ai 28 cassieri e cassiere licenziati dalla Carrefour e invita ad aderire al boicottaggio della multinazionale francese sino al reintegro del personale posto “in mobilità”. Il solo torto delle lavoratrici e dei lavoratori - che operavano nell’ipermercato di viale Marconi a Quartu Sant’Elena - è stato infatti quello di avere preteso il rispetto dei turni di lavoro stabiliti dal contratto, e di avere vinto il relativo ricorso in Tribunale. Questa la causa della rappresaglia del colosso della grande distribuzione. Altro che flessione delle vendite nel turno della mattina! Sinistra Critica invita tutte le forze politiche e sociali della Provincia e della città di Quartu a rompere il silenzio assordante di queste ore: 28 famiglie sono state private del reddito a causa dell’arroganza di un padrone che non rispetta nemmeno quanto ha sottoscritto in sede contrattuale. Un comportamento inaccettabile, che non dovrebbe essere tollerato nemmeno dalle più moderate amministrazioni di centrosinistra. Per parte nostra, sino alla revoca dei licenziamenti, non compreremo da Carrefour neanche una baguette. Il Coordinamento provinciale di Sinistra Critica – Cagliari, martedì 9 settembre 2008

mercoledì 3 settembre 2008

Appello alla mobilitazione in difesa dei Centri Territoriali Permanenti

Che cosa sono i CTP (Centri territoriali permanenti)? Si tratta di una rete scolastica diffusa nel territorio, i cui centri di coordinamento fanno capo a scuole medie, che si occupa dell'educazione degli adulti. Sono stati istituiti dall'O.M. n. 455 del 1997. Prevedono corsi per il conseguimento della licenza media (attualmente il 15% dell'offerta formativa complessiva dei CTP), corsi per l'apprendimento della lingua italiana indirizzati agli stranieri. corsi modulari di alfabetizzazione funzionale degli adulti. Questi ultimi due rappresentano un aspetto assai importante dell'offerta formativa dei CTP, e la tendenza è quella di una continua crescita del numero dei frequentanti. Il quadro europeo. L'istituzione del CTP ha radici anche in un quadro europeo orientato ad assicurare al maggior numero di persone una cittadinanza attiva, nella prospettiva di un apprendimento per tutta la vita: vedi la Conferenza internazionale di Amburgo del '97, Il Consiglio di Lisbona del Marzo 2000 che delinea i campi d'azione prioritari dell'EdA (Educazione degli adulti), e le Indicazioni contenute nel documento della Commissione Europea "Risoluzione sull'apprendimento permanente" adottata il 27 Giugno 2002. La situazione attuale. Attualmente in Italia il 36,5% della popolazione non ha alcun titolo di studio o solo la licenza elementare, il 65%della popolazione non raggiunge il secondo livello della competenza alfabetica, e solo il 6,5% è in possesso di una formazione universitaria (fonte del ministero pubblica istruzione). La situazione della Sardegna si colloca agli ultimi posti per alfabetizzazione e successo scolastico, e la presenza di cittadini stranieri è una realtà che si afferma sempre di più, eppure nella nostra isola la rete dei CTP è assai meno sviluppata rispetto a quella nazionale. Davanti a questa situazione già non sufficiente di offerta formativa, l'Ufficio Scolastico regionale interviene distruggendo il poco che esiste, che di per sé non è ancora bastante a soddisfare i bisogni del territorio nell'ambito dell'istruzione per gli adulti: vengono tagliati, con manovra ampiamente illegittima che si abbatte sulle scuole tra luglio e agosto, 10 classi su 16 nel CTP 22 (scuola media "Manno"), 9 nel CTP 23 (S.M.Alagon), 2 nel CTP 18, e alcune altre per un totale di 24 (su 43 in organico di diritto). In questi anni gli insegnanti dei CTP hanno cercato un dialogo con l'amministrazione per avviare delle prassi fruttuose tra cui maggiori mezzi per la pubblicizzazione e il funzionamento dei corsi, trovando invece resistenze e ostacoli, che sfociano in un "soluzione finale" che di fatto azzera, non per legge nazionale ma per un "provvedimento" locale, uno spazio scolastico che stava affermando la sua collocazione nel territorio e che stava dando risposte importanti. Come COBAS della Scuola denunciamo che questa manovra brutale è segnale inquietante dei tagli drastici che si intende far calare su tutta la scuola pubblica. In questo caso si taglia su una fascia particolarmente debole, cioè su chi non è riuscito ad entrare nel sistema scolastico per questioni di svantaggio sociale: soprattutto donne, madri di famiglia, persone entrate precocemente nel mondo del lavoro, e ancora emigrati a cui si sottrae un'importante opportunità di avvicinarsi ad una cittadinanza più attiva. In questo modo anche si perdono professionalità avanzate ed esperienze acquisite sul campo per un settore dell'istruzione pubblica che stava facendo importanti passi in avanti. Sit-in 3 Settembre 2001 ore 10 davanti alla Direzione Scolastica Regionale V.le Regina Margherita angolo via Roma come prima tappa di lotta in difesa dei CTP e della scuola pubblica Cobas Scuola Sardegna