martedì 10 novembre 2009

PD NO GRAZIE -Siamo giunti ad un bivio,nessun accordo con il PD

Credo sia giunto il momento dopo varie sconfitte,di costruire una sinistra comunista,anticapitalista,antimperialista e sensibile all’ambiente degna di questo nome. Che abbia come primo punto programmatico l’opposizione delle destre ma anche del PD. Un’altra sinistra che faccia quello che dice, che sia coerente con i propri valori, rispettosa e impegnata a fondo nel conflitto sociale,alternativa al PD a livello nazionale come a Roma o in Sardegna. Una sinistra che non rinuncia alla falce e martello, perché i simboli del lavoro e delle lotte non siano sacrificati all’ennesima svolta a destra. Reputo quindi che ci sia l’esigenza di formare un Partito unico,azzerando quelli esistenti ed unendoli ,formando il nuovo Partito su alcuni punti principali condivisi da coloro che ci stanno dentro e fuori i Partiti. I punti principali oltre a quello di non fare nessun accordo con il Pd devono essere morali ,sociali e civili. Cito alcuni punti: - Reintroduzione della scala mobile per combattere il caro vita; - Salario sociale per i disoccupati e i precari; - Soppressione della legge 30 e del pacchetto Treu; - No alle missioni militari,ritiro immediato e incondizionato delle truppe,riduzione drastica delle spese militari,chiusura delle basi militari; - Per una difesa ambientale al 100%: no ai rigassificatori,al ritorno al nucleare,agli inceneritori, alla Tav; - Ripubblicizzazione delle grandi industrie (banche,telefonia,comunicazioni,energia ) sotto il controllo di lavoratori e utenti; - No al razzismo diritto di cittadinanza,permesso di soggiorno,chiusura dei CPT; Compagne e compagni attiviamoci per portare avanti questa proposta che mi sembra l’unica strada da percorrere,per costruire unità e un Partito unico veramente comunista e anticapitalista . L’unica cosa su cui dobbiamo stare attenti è quella di non fare gli errori del passato. ANTONELLO TIDDIA RSU CARBOSULCIS

giovedì 29 ottobre 2009

Comunicato rete 28 aprile Sardegna su accordo Eni Porto Torres

Comunicato R28A Sardegna Si è svolta venerdì 23 ottobre presso la CdL di Oristano la riunione del gruppo di continuità regionale della R28A della Sardegna. Il dibattito incentrato sul prossimo congresso della Cgil e sulle scelte della nostra area, non poteva ignorare la difficile situazione di crisi economica e politica nella quale versa la Sardegna, con particolare riferimento al polo petrolchimico di Porto Torres e all’intesa sottoscritta il 19 ottobre tra Eni e anche la categoria dei chimici nazionale e regionale della Cgil, ma non dalle strutture provinciali e senza alcun mandato democratico da parte dei lavoratori direttamente interessati. Nei giorni precedenti all’incontro i lavoratori del petrolchimico di Porto Torres hanno proposto di fare un’assemblea per discutere nel merito, anche con il livello nazionale, i piani presentati dall’Eni, ritenendo inopportuna la partecipazione a quell’incontro e chiedendo il rispetto degli accordi di luglio. Nemmeno con l’occupazione della Torre Aragonese da parte di cinque lavoratori (chimici, metalmeccanici ed edili) che operano nel petrolchimico di Porto Torres è stata accolta la legittima richiesta di assemblea e sia la Filcem nazionale che quella regionale hanno partecipato all’incontro e sottoscritto un’intesa non voluta dai lavoratori. La Rete 28 Aprile della Sardegna ritiene quanto avvenuto estremamente grave, in quanto sono state totalmente ignorate le ragioni dei lavoratori e la loro volontà, scavalcando il livello territoriale che di quelle richieste si è fatto portavoce e comportando le dimissioni del Segretario Generale della CdL di Sassari Antonio Rudas. Senza alcun mandato democratico è stato sottoscritto un accordo che, come afferma Rudas, “sancisce la chiusura dello stabilimento Turritano senza nessuna valida contropartita” e che incontra, oltre alla contrarietà della Cgil di Sassari, anche quella delle amministrazioni locali. Il Consiglio provinciale di Sassari, in un apposito ordine del giorno, “prende atto con grande contrarietà che è stata firmata un’intesa tra l’ENI e le rappresentanze sindacali nazionali dei chimici sul destino del Nord Ovest della Sardegna e dell’area industriale di Porto Torres, in totale dispregio della posizione e delle indicazioni dei legittimi Rappresentanti dei cittadini negli enti locali e delle OOSS del territorio”. Il deposito di prodotti petroliferi per l’intero bacino del mediterraneo è finalizzato alla cessazione di qualsiasi attività produttiva con la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro e sacrifica ulteriormente il territorio e il mare che saranno investiti da un ingente traffico di navi petroliere a danno di un diverso modello di sviluppo compatibile con l’ambiente. Bene hanno fatto la Filcem e la Cgil di Sassari a non partecipare alla trattativa e, assieme alla Fiom e alla Fillea (altre categorie presenti nel petrolchimico) sostenere la lotta dei lavoratori e dei propri iscritti da cinque giorni e cinque notti sulla torre. Scelte così importanti per tutto il tessuto socioeconomico del nord Sardegna non possono essere calate dall’alto sulla testa dei diretti interessati, l’accordo deve essere sottoposto a referendum tra tutti i lavoratori del petrolchimico, per dire NO ai licenziamenti e alla ulteriore distruzione del nostro territorio. Bisogna bocciare con forza “l’accordo porcheria” e proclamare lo sciopero generale della provincia. Bisogna riprendere le lotte che in quest’anno hanno visto protagonisti i lavoratori dei Porto Torres, ma anche quelli del Sulcis, di Nuoro, degli insegnati precari, degli studenti e di tutto il popolo sardo. Sassari 27 ottobre 2009 Rete 28 Aprile Sardegna

domenica 18 ottobre 2009

Un successo la manifestazione antirazzista a Cagliari

Grande manifestazione antirazzista a Cagliari 4000 partecipanti,molti studenti,immigrati giovani,operai e tanta gente comune.

giovedì 15 ottobre 2009

Conferenza regionale di Sinistra Critica

La conferenza regionale di Sinistra Critica si terrà a Bosa domenica prossima, 18 ottobre, alle ore 11, e precisamente nella via centrale del Centro Storico (Corso Vittorio Emanuele 84, comunque metteremo delle bandiere). I compagni di Bosa provvedono alla logistica (sala di riunione, pranzo ecc.) e ripartiremo alla fine la spesa come sempre.

giovedì 8 ottobre 2009

manifestazione antirazzista sabato 17 a Cagliari ore 10.30 da Piazza Garibaldi

APPELLO MANIFESTAZIONE CAGLIARI 17 OTTOBRE 2009 Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo. A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di "immigrazione clandestina" e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali,e li lascia preda di un mercato del lavoro che li sottopone a condizione di continuo ricatto quando non di schiavitù.Questa drammatica situazione sta pericolosamenteincoraggiando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità. Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste. La Sardegna sempre più è diventata terra di sbarchi e di detenzione ed il centro di Elmas nato come centro di detenzione e smistamento dei prigionieri (ipocritamente definito dalle autorita' come centro di primo soccorso e identificazione) e come tale utilizzato gia' nell'autunno del 2007,ben prima dell'apertura ufficiale (del Giugno 2008). e a periodi, malamente adattato anche a luogo di concentramento e di semi-detenzione dei richiedenti asilo, torna ad essere (da Dicembre 2009) esclusivamente un luogo di detenzione. E' il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo. Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, a tutti i movimenti a ogni persona a scendere in piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e all'Italia che non accetta il razzismo sulla base di queste parole d'ordine: No al razzismo. Regolarizzazione generalizzata per tutti. Abrogazione del pacchetto sicurezza. Accoglienza e diritti per tutti. No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono. Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro. Diritto di asilo per rifugiati e profughi. Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell'accesso ai diritti. Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all'istruzione per tutte e tutti. Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro. Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender.. A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro * chiusura centro di Elmas

venerdì 18 settembre 2009

Afganistan basta con le lacrime di coccodrillo via le truppe!

Il movimento ritorni in campo. Un errore aver annullato la manifestazione di sabato Dichiarazione di Franco Turigliatto e Salvatore Cannavò, ex parlamentari Sinistra Critica Ancora morti di guerra, stavolta italiani mentre qualche settimana fa erano decine i civili uccisi dalle bombe della Nato, l'alleanza che l'Italia sostiene attivamente. Non è più possibile negare la guerra aperta in cui l'Italia è impigliata, senza alcuna speranza di ottenere risultati positivi, da ormai otto anni. Tutti i vertici istituzionali che manifestano il proprio cordoglio in queste ore sono responsabili dell'invio dei soldati al fronte e come tali devono rispondere moralmente alle loro famiglie. L'unica soluzione possibile alla questione afghana è il ritiro delle truppe, la fine dell'invasione, il ripristino di una diplomazia di pace e di dialogo. Il resto è solo ipocrisia. E' giunto il momento di rimettere l'Afghanistan e la guerra al centro del dibattito politico. Quando manifestavamo il nostro dissenso eravamo isolati e insultati dalla politica ma i fatti continuano purtroppo a darci ragione. Proponiamo alle forze politiche contrarie alla guerra di riprendere il filo di una mobilitazione e un dibattito collettivo. Male ha fatto l'Fnsi ad annullare la manifestazione di sabato prossimo, avallando un clima di falsa unità nazionale. La libertà di stampa è fatta anche di tanti cronisti morti sui fronti di guerra e una simile manifestazione avrebbe potuto parlare anche della guerra e delle sue conseguenze. Per parte nostra continueremo a impegnarci perché il nostro paese torni a rispettare l'articolo 11 della Costituzione oramai da tempo calpestato dai governi di centrodestra e centrosinistra.

mercoledì 16 settembre 2009

comunicato cobas

BRUNO BELLOMONTE LIBERO , LIBERI TUTTI ! A giugno, la prima operazione repressiva proG8 portava nel carcere di Regina Coeli/Roma, 6 persone “ per ricostituzione delle br”,un marchio facilmente abusato per mettere a tacere anche le critiche democratiche !A luglio, in corso G8 e nel moltiplicarsi degli arresti a Torino,Roma,Napoli, (compagne/i che tuttora subiscono misure coercitive “ firme,domicilio coatto,….”), il beghino Tribunale della Libertà di Roma confermava gli arresti. A fine luglio,nel post G8 il trasferimento punitivo nel carcere speciale di Catanzaro, nonostante le “esigenze istruttorie” e le leggi carcerarie deponessero per la detenzione romana. A nulla sono valse le documentate e circostanziate risposte di gran parte degli arrestati e delle loro difese , tese a dimostrare l’impossibilità e l’inesistenza delle ipotesi accusatorie, surrogate sostanzialmente da vacue e suggestionanti interpretazioni delle intercettazioni telefoniche. Questa inchiesta fa acqua da tutte le parti. Non c’è uno straccio di prova, né di “ sufficienti indizi”:gli accusati tra loro tutti non si conoscono, alcuni non sanno nemmeno cosa vuol dire “ la politica”,altri sono vicini o ben oltre la pensione ! Che razza di banda armata è mai questa ??!Dove l’unico che fa riferimento ad un rapporto organizzato è Bruno Bellomonte,che milita nel partito indipendentista sardo “ A manca pro indipendenza”,che al momento del suo arresto ha ribadito, ove mai ce ne fosse bisogno, che il partito e Bruno agiscono alla luce del sole – Bruno è stato candidato nelle recenti elezioni regionali sarde nella Lista “ Unitade Indipendentista”/prov.Olbia-Tempio – e che i loro proponimenti e il loro modo di agire è abissalmente antitetico a quello delle “brigate rosse”. Conosciamo bene e da lungo tempo Bruno Bellomonte , compagno tra i più stimati e conosciuti in Sardegna per antica militanza sociale e sindacale, è personaggio pubblico non ha niente da nascondere . Bruno è ferroviere , capostazione a Sassari, sindacalista dell’UCS fin dalla prima ora poi confluito nell’SDL, rispettato e benvoluto dai colleghi e dalla cittadinanza. Bruno non ha fatto in tempo a sottrarsi dalle mire di una fallace inchiesta cagliaritana contro l’indipendentismo – i cui magistrati hanno dovuto prendere atto delle stringenti prove documentali prodotte, rimettendolo in libertà dopo 10gg dall’abusivo arresto nel 2007 – che i sodali romani non trovano di meglio che rimetterlo in mezzo , testimonianza di un modo di agire desolante di inquirenti, che abusano in luoghi comuni,ripetitività dei soggetti, melassa di chiacchiere. Insomma, come in un gioco di ruolo il clichè è scontato, basta variare le circostanze e i nomi buoni per l’occasione ( e qui c’è in ballo il G8 !), tanto i mandati di cattura sono in bianco ! E anche se il tutto si rivela una bufala l’impunità è garantita , vige la ragion di stato ! E lo stato non paga pegno . Al massimo , nonostante la documentata condotta anticostituzionale , ci scappa qualche condanna che si esaurisce nella prescrizione e nella promozione dei sediziosi, vedi Genova 2001,con le sentenze Bolzaneto-Diaz e le richieste di condanna per l’ex Capo della Polizia Di Gennaro e varia consorteria . Povera Italia ! Misere istituzioni, ridotte a certificare la propria esistenza solo per mantenere poltrone,incarichi,apparati, facendosi scudo a “ comando e/o a vuoto” di inchieste fasulle e fantasmagoriche, di cui peraltro non si deve rispondere , visto il degrado e la decadenza della Repubblica. Cosa si cerca di fare con questa “ inchiesta monstre” ? Di sequestrare il più a lungo possibile un compagno responsabile e leale ? Di condizionarlo e piegarlo con il carcere duro ? Dopo 45 gg. di isolamento a R.Coeli(murato vivo:solo ,10’d’aria in chiostrina,senza libri) ,il confinamento nella cajenna di Catanzaro, sempre in isolamento : una sadica punizione,testimonianza di quanto siano spietate e infami le istituzioni, che peraltro impongono ai familiari ingenti spese e sacrifici.. Come Cobas e cittadini tesi a garantire le libertà costituzionali e il diritto a perseguire la giustizia sociale , non permetteremo che si compia questo ennesimo misfatto ,parteciperemo e metteremo in atto tutte le iniziative tese a smascherare questa operazione repressiva e a riportare presto liberi gli arrestati. Roma 1 agosto 2009 Confederazione Cobas