Risoluzione Assemblea plenaria del Controvertice “Cuntra su G8”
6/7/8 Luglio 2009
Le donne e gli uomini, le organizzazioni sindacali, politiche, culturali e sociali che hanno dato vita al FORUM SARDO contro il G8 e la crisi, svoltosi a Sassari il 7 e 8 luglio 2009, hanno lavorato, nei tre giorni del contro-vertice, con la certezza che senza un forte rilancio della mobilitazione e del conflitto, ancora una volta, le conseguenze della crisi le pagheranno i lavoratori, le pagherà il territorio, le pagheranno le donne e gli uomini con altri e nuovi diritti negati o ridotti.
Si ritiene che il vertice G8, ovunque venga celebrato, rappresenti l’ennesima provocazione imperialista in antitesi ai principi di democrazia e progresso, con la negazione del diritto dei popoli ad autodeterminare il proprio futuro. Non basta il tentativo di allargare il G8, cooptando qualche altro paese, per attribuirsi una legittimità che noi e i movimenti sociali di tutto il mondo non gli riconosciamo, perchè sono le politiche neoliberiste della competizione, della privatizzazione delle risorse, della finanziarizzazione dell’ economia e del saccheggio della natura e dei beni comuni i veri responsabili della crisi in atto. Se non si riconosce il fallimento di un tale sistema non sarà possibile alcuna uscita dalla crisi ma anzi, in tal modo, si continuerà a favorire l’aumento dei grandi patrimoni e della speculazione. Dalla crisi si può uscire solo allargando l’inclusione democratica restituendo ai popoli ed ai cittadini del mondo, espropriati da decenni di politiche liberiste , il diritto all’autodeterminazione del proprio futuro, con politiche di tutela e rispetto dei beni e delle risorse comuni.
Temi questi che il Forum ha considerato centrali in tutti i suoi lavori:
la necessità di restituire ai popoli la determinazione delle scelte che si faranno in tema di difesa del territorio, di produzione e di uso dell’energia, di sovranità alimentare, di riappropriazione di diritti negati o ridotti e l’unità nella lotta su questi temi di tutte le organizzazioni, gli uomini e le donne presenti al forum, ognuno con la propria autonomia e propria specificità ma con una nuova capacità di coordinamento e di lotta comune.
Il Forum ha messo in luce la necessità di un’ analisi approfondita della questione sarda e dei processi di colonizzazione che l’hanno caratterizzata alla luce della crisi capitalistica nell’ambito del contesto mondiale.
Il forum assume l’impegno di convocare due appuntamenti specifici nel prossimo autunno per rilanciare le lotte per la sovranità alimentare e la produzione di energia rinnovabile ed il suo uso per fini sociali.
Dall’innesco della Prima Rivoluzione Industriale sino ai nostri giorni, tutto il complesso apparato economico, sociale, giuridico ed etico utilizzato è servito solo ed esclusivamente a legittimare il processo di esproprio della ricchezza sociale, e questo a danno delle masse e a favore di pochi privilegiati.
Per queste ragioni le organizzazioni aderenti a Cuntra su G8 si impegnano a promuovere e sostenere ovunque una nuova Rivoluzione culturale, sociale ed ambientale per il governo delle risorse e dei diritti e sottoscrivono, con la presente risoluzione, un patto di consultazione per coordinare ogni azione di lotta.
Il mondo si può ancora cambiare e, quindi, cerchiamo di cambiarlo in meglio.
I Tavoli tematici hanno individuato le seguenti priorità:
Energia
Per dare una risposta concreta alle politiche neoliberiste della globalizzazione riteniamo che la Sardegna sia il territorio ideale per la sperimentazione diffusa delle fonti rinnovabili di energia come esempio mondiale per il raggiungimento dell’indipendenza energetica dei popoli.
Sovranità alimentare
La sovranità alimentare rappresenta un pilastro portante della definizione di un nuovo modo di produrre, trasformare e commercializzare i prodotti dell’agricoltura sarda, nel rispetto del lavoro, delle colture, della biodiversità, degli ecosistemi della Sardegna.
Diritti e territorio
Il Forum s’impegna a promuovere tutte le azioni volte al superamento delle condizioni di disagio dei diversamente abili nel mondo del lavoro e nella società.
Il Forum ritiene inaccettabile la collaudata prassi in atto, in particolare in Italia, che con il pretesto della “sicurezza” si traduce in pratica repressiva in particolare nei confronti dei migranti e si estende ai movimenti e a chi esprime il dissenso.
Il Forum ripudia il ruolo della Sardegna come “pattumiera nucleare e bellica”; ruolo affidatole dai potenti della Terra.
Il Forum riconosce il diritto all’autodeterminazione sul corpo e nelle scelte di vita come diritto inalienabile di ogni individuo
Cuntra su G8, 8 Luglio 2009
venerdì 10 luglio 2009
Risoluzione Cuntra su G8
sabato 4 luglio 2009
Siamo tutti clandestini.
Il governo Berlusconi è riuscito a portare a legge il cosiddetto “pacchetto sicurezza”,che rappresenta una forma discriminatoria legalizzata.Questo pacchetto prevede:
- il reato di clandestinità per lo straniero che fa ingresso violando la legge;
- ronde senza armi,sindaci sceriffi,registro dei clochard e altre misure razziste.
Il razzismo come ben sappiamo ha radici antiche e intrinseche.Le conseguenze dell’odio razziale fomentato negli ultimi anni sia dal centro-destra che dal centro-sinistra sono sotto gli occhi di tutti.Sono anni che viene avanti,incontrastata,anzi fomentata anche da una parte della sinistra,una cultura di destra,razzista,omofoba,maschilista e xenofoba.Oramai con aggressioni e intolleranza verso gli immigrati,l’Italia sembra avviarsi a gran passi verso un traguardo di ordinario razzismo.Profughi respinti,clandestini braccati come animali,caccia al nero.Aumentano le violenze contro gli immigrati,si tratta di violenze compiute in diverse forme,aggressioni,pestaggi,ferimenti,attentati.Diverse le cause scatenanti:perché gli aggrediti non parlano italiano o perché sono in compagnia di ragazze locali. Una ripartizione assai significativa è quella tra atti di violenza improvvisati,e atti di violenza programmati che richiedono una qualche forma di organizzazione.E’ il caso dei raid incendiari contro casali abitati da romeni,degli assalti contro i campi nomadi,dell’incendio di baracche e di macchine usate come alloggi,in varie città.
Credo che contro il “pacchetto sicurezza” occorra una forte mobilitazione da parte di tutta la sinistra antagonista,comunista e anticapitalista.Sono d’accordo per operare la disobbedienza civile e combattere con forza il razzismo.
Nello stesso tempo dobbiamo indagare i fondamenti economici e storici della xenofobia e contrastarla nei comportamenti e nella vita quotidiana.
Credo che il razzismo sia uno dei punti su cui ricompattare la sinistra antagonista.
Gli altri due punti sono:
- crisi economica e sociale (salari,licenziamenti,omicidi sul lavoro ecc ecc)
- fare una politica in tutto e per tutto alternativa al P.D.
Oggi mi sento di dire che siamo tutti clandestini.
Antonello Tiddia
RSU Carbosulcis – Rete 28 Aprile CGIL
martedì 30 giugno 2009
Sassari controvertice g8 in Sardegna
Controvertice “ Cuntra su G8”
6, 7 e 8 luglio a Sassari Forum sardo contro la crisi e contro il G8 con un assemblea preceduta da quattro tavoli di confronto:
1. Occupazione ed effetti distruttivi delle basi militari come strumento di dominio dei popoli.
2. Autosufficienza energetica, No al nucleare
3. Sovranità alimentare
4. Diritti di cittadinanza e repressione sociale
Si propone inoltre che l’assemblea plenaria dedichi una sezione speciale al tema del Diritto all’autodeterminazione dei popoli, “Questione delle Nazioni senza stato e dei popoli indigeni” Il presente documento viene portato a conoscenza di tutte le organizzazioni operanti in Sardegna e nel mondo.
Il giorno 6 è prevista l’accoglienza dei/delle partecipanti dalle ore 12:00.Sempre il 6 dalle 18:00 è prevista l’assemblea di apertura di “Cuntra su G8″. I lavori proseguiranno martedì 7 Luglio con le discussioni nei tavoli tematici che verranno riassunti, mercoledì 8, nell’assemblea di chiusura dell’incontro.
martedì 23 giugno 2009
La FESTA ANTICAPITALISTA
Giardini Persiani Nuccitelli – Pigneto
Sabato 27 giugno, dibattito con Olivier Besancenot
Programma
Venerdì 26
17.00-19.00 Animazione per bambini/e:
Creazione di una favola animata con i bambini
Spettacolo di burattini
Spettacolo di giocoleria
19.00 dibattito: Roma città aperta. Per un’opposizione politica e sociale alla giunta Alemanno.
Coordina: Giulio Calella
Intervengono: Andrea Alzetta (consigliere comunale, Action), Paolo Berdini (urbanista), Antonio Ardolino (Usi-ait), Elisa Coccia (esponente del movimento lgbt), Silvia Coppola (Comitato quartiere Pigneto-Prenestino), Csoa ex Snia
Conclude: Armando Morgia (Sinistra Critica)
Sono invitate a partecipare le realtà di movimento e le associazioni del quartiere Pigneto-Prenestino.
20.00 Proiezioni presso il Fanfulla101 (via Fanfulla da Lodi 101): “L’ospite inatteso”, film di Thomas McCarthy
21.00 Spettacolo teatrale di Andrea Maurizi in “Sangue dal naso [scuola Diaz - Genova 2001]”
22.30 Concerto Musica Jazz con gli Short's monday night Orqestra, diretta da Marco Omicini
Sabato 27
17.00-19.00 Animazione per bambini/e:
Laboratorio di costruzione di strumenti musicali con materiale da reciclo.
18.30 dibattito: Contro il G8 della crisi. Per una sinistra anticapitalista europea.
Intervengono: Olivier Besancenot (Npa - Francia), Dimitri Hilaris (Okde - Grecia), Flavia D’Angeli (Sinistra Critica), Stefano Frezza (Epicentro Solidale - L’Aquila)
Durante il dibattito sarà presentato il Libro, Besancenot, la nostra sinistra, dialogo tra Olivier Besancenot e Flavia D’Angeli, Edizioni Alegre, 2009.
A seguire proiezione del video “Onda Anomala”, sul movimento studentesco dello scorso autunno.
20.00 Proiezioni presso il Fanfulla101 (via Fanfulla da Lodi 101): “Paul, Mick e gli altri”, film di Ken Loach
22.00 Dj Set: Festa della liberazione sessuale!
Domenica 28
17.00-19.00 Animazione per bambini/e:
Costruzione di aquiloni con conseguente gara
Truccabimbo
19.00 dibattito: Eppur si muove. Dalle lotte sociali un’alternativa alla crisi
Coordina: Nando Simeone
Intervengono: Franco Turigliatto (Sinistra Critica), Paola De Nigris (studentessa de La Sapienza), Francesco Locantore (movimento insegnanti precari), Paolo Marras (lavoratore Alitalia), Giulia Heredia (Coordinamentoo no inceneritore-Albano)
20.00 Proiezioni presso il Fanfulla101 (via Fanfulla da Lodi 101): “Tutti giù per aria (L'aereo di Carta)”, documentario sulla vertenza Alitalia, regia di Francesco Cordio
21.00 La violenza dello squadrismo fascista prima della marcia su Roma: Spettacolo teatrale “Sotto assedio” di e con Antonello Ricci, Gruppo teatrale “Volgiti, che fai”
22.00 Spettacolo Cabaret: Laura De Marchi: “dal Tintoria Show: la signora Caroni Elda”
23.00 Concerto Reggae dai Castelli romani: MastaFire Sound-system.
Lunedì 29
17.00-19.00 Animazione per bambini/e:
Caccia al tesoro
19.00 Presentazione del libro “Scuola Diaz: vergogna di Stato”, a cura di Antonini, Barilli, Rossi, con prefazione di Massimo Carlotto, Edizioni Alegre, 2009.
Coordina: Cristina Tuteri
Intervengono: Checchino Antonini e Francesco Barilli (Curatori del libro), Gigi Malabarba (Sinistra Critica), Lorenzo Guadagnucci (giornalista, Comitato Verità e Giustizia per Genova).
20.00 Proiezioni presso il Fanfulla101 (via Fanfulla da Lodi 101): “Carlo Giuliani, ragazzo” di Francesca Comencini
21.30 Teatro-inchiesta sulle stragi italiane: Daniele Biacchessi in “Il paese della vergogna”, con la partecipazione di Marino e Sandro Severini dei Gang.
giovedì 11 giugno 2009
Una prima analisi delle elezioni - Gruppo operativo Nazionale Sinistra Critica
Una prima analisi delle elezioni - Gruppo Operativo Nazionale SC
Le elezioni europee, e amministrative, si presentano come una conferma degli elementi di fondo che animano la società italiana ed europea. Progressiva sconfitta di una sinistra socialdemocratica compromessa con il sistema; tenuta della sinistra di classe ma anche sua avanzata piena quando riesce a intercettare nuove dinamiche sociali (Bloco portoghese, Npa francese); tenuta faticosa dei partiti dominanti che reggono l'urto della crisi ma non crescono in consensi e in egemonia (Cdu, Ump, Pdl); contestuale affermazione di partiti razzisti e xenofobi dai tratti pericolosi (compresa la Lega); affermazione generalizzata di forze politiche del tutto nuove, o percepite come tali, che rompono schemi consolidati e alludono a un rinnovamento della politica (Cohn Bendit, Di Pietro, Partito dei Pirati).
1. La grande sconfitta è l'Unione Europea che raccoglie l'adesione più bassa di voto dalla sua nascita (43%). Il progetto di unificazione non ha mai convinto (vedi referendum in Francia, Olanda e Irlanda) e tanto meno convince al tempo della crisi. L'Europa non è una formula economicamente conveniente per i suoi abitanti e le illusioni si rompono soprattutto a Est che invece avevano accolto il proprio ingresso nella Ue a colpi di feste in piazza. Si realizza così un evidente fallimento del progetto di una componente della borghesia continentale che invece preferisce cedere alle lusinghe di un neo-nazionalismo protezionista - vedi la vicenda Opel-Fiat - in cui le prestazioni migliori vengono offerte dai partiti popolari e conservatori. Di qui la tenuta di Cdu, Ump, Pdl o l'avanzata del Pp spagnolo. Fa eccezione il partito conservatore greco che però ha dovuto affrontare una sollevazione popolare.
2. La crisi del progetto europeo trascina con se i socialisti che non hanno un'alternativa valida da proporre e che non dispongono di una ricetta per uscire dalla crisi e la cui commistione con il sistema capitalistico si confonde più con le istanze liberiste e sovranazionali che con quelle nazionali ma dal sapore protezionistico. Il partito socialista europeo viene sconfitto nella sua linea strategica e l'unico in grado di reggere sembra quello spagnolo o un Pasok che ha appoggiato le mobilitazioni. Ma è un crollo di fondo che colpisce i pilastri della socialdemocrazia continentale: Labour, Spd e Ps francese. Di fronte ai conservatori che ricorrono all'intervento statale per salvare le imprese i socialisti si preoccupano di salvaguardare i princìpi del liberismo; la rottura con gli interessi materiali dei lavoratori si nota in tutta la sua evidenza e produce una sconfitta di grandi proporzioni.
3. Questa situazione, la profondità della crisi e il suo impatto sociale, la demoralizzazione che ne deriva, l'assenza di un movimento europeo che coinvolga il movimento operaio - eclatante il silenzio del settore Auto - o di movimenti sociali in grado di segnare l'agenda europea, contribuiscono a spiegare il voto alla destra razzista che agisce su popolazioni e su settori di lavoratori atomizzati, ripiegati su se stessi, indifesi e incattiviti dalla crisi. Il caso olandese e austriaco si pongono all'avanguardia ma non va sottovalutata la crescita di consensi alla Lega nel centro Italia e addirittura nel Lazio. Un voto di opinione a favore dei respingimenti e di una linea "coerente" contro i migranti si afferma sempre più.
4. La sinistra alternativa tiene, a eccezione dell'Italia e della Spagna. Va bene quando assume posizioni coerenti con il 10,7% in Portogallo al Bloco o il 5% in Francia al Npa o, ancora, il 4,7% alla greca Syriza oppure quando conserva i suoi bastioni come nel caso del Pc portoghese al 10,6%, il Pc greco all'8,3, il 7,6% per Die Linke e il 6,3% per l'alleanza francese tra il Pcf e i fuoriusciti dal Ps (che fremono però per rientrare, vista la crisi verticale dei socialisti). Da segnalare anche il 7% al Ps olandese, di difficile collocazione. Una tenuta che non beneficia a fondo dell'arretramento socialdemocratico - vedi Germania o Francia - e che appare priva di una progettualità sul piano direttamente europeo. Il Partito della Sinistra politicamente non esiste più e nel formando Gruppo parlamentare della sinistra unita (Gue) continueranno a convivere correnti e progetti molto diversi: quello comunista-ortodosso, quello nordico, quello della Sinistra europea e quello anticapitalista.
5. In Italia, Berlusconi non sfonda nel paese, l'astensione lo penalizza portandogli via 3 milioni di voti rispetto alle politiche. Il suo governo non convince, non trascina un blocco che vive contraddizioni pesanti, in particolare al Sud dove avviene l'emorragia più pesante. Semmai premia la Lega anche se il balzo percentuale è soprattutto frutto della diminuzione dei votanti. In termini assoluti Bossi e i suoi conservano intatto - ed è comunque un successo - i loro 3,1 milioni di voti con un significativo allargamento dei consensi in Emilia Romagna, nelle Marche e anche in Toscana.
La crisi sociale, gli scandali sessuali, una effettiva delusione verso un governo che ha solo peggiorato le condizioni di vita dei lavoratori si fanno sentire anche se il successo della Lega, unica formazione xenofoba al governo in un paese dell'Unione può acuire l'aggressività del governo e renderlo ancora più pericoloso per i lavoratori chiamandoli a una necessaria mobilitazione.
6. Chi fa il vero balzo è Di Pietro che dal 1,5 milioni di voti del 2008 passa a 2,45, affermandosi come il vero vincitore di questa tornata. Di Pietro beneficia di voti Pd (ma anche di voti che provengono da Pdl e Lega) e sfrutta il sentimento dell'antipolitica che agita l'Italia da alcuni anni. Un fenomeno poco rilevante ai fini del conflitto di classe, ma interessante come coagulo di un voto di protesta e di opposizione che va tenuto d'occhio e al quale occorre imparare a parlare.
7. Infine, mentre Casini mantiene un pacchetto stabile di circa 2 milioni di voti prevalentemente al Sud e in Sicilia - con una politica del centro che inizia a scontare i suoi limiti - assistiamo a un Pd che perde 4 milioni di voti rispetto allo scorso anno ma che, paradossalmente può dirsi soddisfatto. Il crollo, in effetti, è minore di quanto si era fatto credere tramite i sondaggi e in parte mitigato dal fatto che i voti persi dal Pd si dirigono verso aree limitrofe: circa 900mila a Idv, 600mila a Sl e Comunisti, oltre 2milioni all'astensione. Franceschini tiene quindi in piedi la baracca ma non risolve nessuno dei problemi esistenti comuni al resto dei centrosinistra europei: nessuna seria alternatività ai conservatori sul piano delle ricette economiche, uno scollamento progressivo con la vita e gli interessi dei lavoratori, un gruppo dirigente screditato e quindi un progetto muto socialmente. La stessa politica delle alleanze è stretta tra un'area, Rutelli e altri, che guarda all'Udc, un'altra, i prodiani, la sinistra, che pensa alla vecchia Unione e la corrente daleiana che pensa invece a un centrosinistra omnicomprensivo. Opzioni diverse e difficili da "amalgamare".
8. A sinistra si chiude - come abbiamo più volte indicato - definitavamente un ciclo, quello della rifondazione comunista. Entrambe le liste dei Comunisti e di Sinistra e Libertà non superano il quorum, anche se insieme totalizzano quasi due milioni di voti cioè oltre 500mila in più della somma tra Arcobaleno e Socialisti alle Politiche dello scorso anno e il Pcl di Ferrando, con la sua lista mantiene nella sostanza il proprio voto di riferimento, migliorandolo in qualche realtà ma restando nei recinti dell'inefficacia politica. Le sinistre pagano il prezzo degli errori del passato e la miopia politica. I gruppi dirigenti hanno appeso le proprie sorti al Quorum e ora hanno pochi spazi di manovra anche se, paradossalmente, chi si muove più agilmente è l'ala vendoliana che incassa la legittimazione del suo leader. Un'ipotesi unitaria dei due tronconi è fortemente plausibile anche perché Rifondazione, con l'abbraccio mortale al Pdci e al continuismo dilibertiano, ha pagato un prezzo altissimo inibendosi la possibilità di uno scarto a sinistra e di un nuovo inizio.
Resta il paradosso di un voto a sinistra ampio, circa 2 milioni di voti, affidato a gruppi dirigenti fallimentari, che hanno sbagliato molto e che continuano a sbagliare.
9. Sinistra Critica, alla luce dei risultati, rivendica la scelta di essersi tenuta fuori dalla competizione per le europee e di non aver partecipato alla conta degli sconfitti. Una scelta sofferta ma comunque utile ai fini del rilancio di una proposta politica che costituirà l'asse del nostro imminente congresso. Una scelta, tra l'altro, per nulla gratuita visti i risultati ottenuti alle amministrative dove Sinistra Critica conferma, e in molti casi supera di molto, i risultati delle scorse politiche. La conferma è molto faticosa nelle principali città - Torino, Milano e Napoli - dove si presentavano quattro o cinque liste "comuniste" contemporaneamente e dove comunque Sinistra Critica regge la propria presenza - come a Casoria in provincia di Napoli - mentre nel resto delle province si assiste a risultati importanti: 1,7% a Rimini (2% a Riccione e 8% a Misano), 1,3 a Livorno (e in città la coalizione sostenuta ottiene il 9%); 6% nel comune di Calcinaia a Pisa; 1,2 a Perugia (con la coalizione a Bastia che supera il 5%); 0,8 a Terni che diventa l,1,5% a Orvieto e il 2% in comuni limitrofi; 0,6% a Rieti che diventa il 3% in Sabina, 0,8% ad Aprilia. Risutati modesti che però indicano una presenza e una capacità politica. In grado di impegnarsi nel sostegno alla lista "Bologna città libera" che ottiene l'1,6 a Bologna o di sostenere a Firenze la lista De Zordo che ottiene oltre il 4%. Un bene prezioso per continuare l'azione di resistenza che il quadro politico ci consegna.
Ci troviamo quindi a valle dell'ultimo episodio di una sconfitta lunga che chiama in causa un vasto gruppo dirigente (a questo punto farsi da parte sarebbe davvero molto dignitoso) e che pone sul serio la partita di una ricostruzione politica e sociale.
Serve un nuovo progetto di ricostruzione della sinistra anticapitalista che affronti sul serio e non di sfuggita nodi importanti. Non ci interessa un improbabile "coordinamento delle sconfitte" né una discussione di sigle, contenitori e di nominalismi. Pensiamo sia venuto il momento di una vera discussione pubblica, seria, approfondita, aspra, che prenda il tempo necessario per questa ricostruzione, che è soprattutto sociale. E' il tema del nostro congresso e che poniamo all'attenzione della sinistra tutta.
mercoledì 27 maggio 2009
Morti sul lavoro a Sarroch
Sinistra Critica si stringe attorno alle famiglie e agli affetti di Daniele Melis, di Bruno Muntoni e di Luigi Solinas: i tre operai della Comesa (ditta appaltatrice che opera nella raffineria Saras di Sarroch) morti ieri sul lavoro per intossicazione da azoto.
Queste morti non sono il frutto di una tragica fatalità, ma sono una strage, sono il prodotto di un sistema che fa della sicurezza una variabile dipendente degli interessi e dei tempi del capitale. Un sistema che fa sempre più leva sul precariato, diffuso specialmente nelle ditte appaltatrici.
“Chi protesta ha finito di entrare”, ha infatti dichiarato all’Unione Sarda un lavoratore con contratto a tempo determinato. “Si lavora tanto – afferma un altro operaio - a volte anche 13 ore di fila. (…). Un tempo i cartellini elettronici ti permettevano di entrare solo per sei giorni di fila, al settimo il tornello non si apriva: ora il divieto scatta solo al quattordicesimo”.
Uno sfruttamento sempre più accentuato e con ritmi di lavoro sempre più accelerati. Alla Saras è infatti in corso una manutenzione straordinaria degli impianti col coinvolgimento di circa 4mila lavoratori. “Qui dentro è un formicaio. Un tempo – ha spiegato un operaio all’Unione – una lavoro del genere veniva fatto in tre mesi. Ora in quaranta giorni”. La lezione della Thyssen Krupp non è servita.
27 maggio 2009
Sinistra critica sarda
martedì 26 maggio 2009
E' uscito il nuovo numero di Erre.In libreria.
E' disponibile il numero 33 della rivista Erre, il secondo della nuova serie. La copertina è dedicata ai fatti degli ultimi mesi che hanno evidenziato un'opposizione possibile alla crisi economica: la manifestazione contro il G20 a Londra, i movimenti in Francia, fino al sequestro dei manager (e ieri a Roma uno degli operai protagonisti di questa pratica è stato ospite di un'iniziativa di Sinistra Critica).
In primo piano anche le elezioni con la posizione di SinCri sulle elezioni europee, la pubblicazione del documento della Sinistra anticapitalista europea e la presentazione di alcune delle presenze elettorali alle amministrative.
Da segnalare anche l'articolo di Franco Turigliatto sulla raccolta firme per la Legge sul Salario minimo intercategoriale, un punto di analisi sulla Cgil e poi il Focus su Berlusconi e le destre con l'avvio di un dibattito e la pubblicazione dell'articolo di Perry Anderson, la Sinistra invertebrata.
Nelle "Idee" intervista a Daniel Bensaid, a proposito del suo nuovo libro appena edito in Italia, "Gli spossessati" sull'attualità di Marx, e infine una sezione Corrispondenze dedicata all'America latina.
Erre si trova nelle librerie ed è diffusa dai, dalle militanti di Sinistra Critica.

